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Archiviata la prima sferzata autunnale in Sardegna. Chiusura con Funnel su Cagliari

La prima vera perturbazione di stampo autunnale ha caratterizzato il tempo in questa prima decade di novembre. Tralasciando i tristi fatti di cronaca della Liguria, non nuova a questo tipo di fenomeni, ma dove si evidenzia una scarsa attenzione da parte della classe dirigente verso la prevenzione dei disastri, facciamo una breve sintesi della situazione in Sardegna.
Il primo e il secondo giorno del mese si aprono le danze con alcuni temporali molto isolati, figli della vecchia perturbazione tra Algeria e Tunisia, che hanno portato come accumulo più significativo i 25,6 mm di Asuni; i rovesci hanno interessato le zone interne con asse SSE-NNW. L'immagine radar del 2 novembre ore 15 ci mostra i rovesci in atto:

 

E' dal pomeriggio di sabato però che tutta l'isola è interessata dal transito di un imponente fronte freddo, con valori di rain rate  molto elevati e con disagi in alcune zone del Campidano di Cagliari e nell' Olbiese. Durante la mattinata invece erano state solo le località orientali a beneficiare del flusso umido sciroccale prefrontale, con piogge deboli e persistenti specie nei comprensori montani. I valori di precipitazione più elevati del 5 novembre si sono registrati quindi nel cagliaritano (circa 50 mm a San Sperate), tra i 50 e i 60 in Barbagia, oltre 70 nella zona di Olbia (quasi 80 mm a Biasì).

Ecco una bella immagine del radar ARPAS delle ore 18 di sabato. Si nota la parte più avanzata del fronte che comincia ad interessare la Gallura, dopo aver messo tutta la Sardegna "sott'acqua":

L'ingresso dell'aria fresca nel Mediterraneo ancora relativamente caldo ha poi determinato la formazione di un minimo depressionario in prossimità delle Baleari, che poi è evoluto in ciclone mediterraneo (TLC): è questa la seconda fase delle piogge, che è durata dal giorno 6 fino agli ultimi refoli instabili di oggi, interessando principalmente le zone occidentali dell'isola  data la posizione del minimo. I valori più elevati quindi si registrano nei comparti sud-occidentali e occidentali: nell'Iglesiente oltre 70 mm  (Iglesias 73 mm) e sul Montiferru oltre 50mm. (Scano di Montiferro 52,4 mm). Gli alti valori che si registrano in queste località sono dovuti alla loro particolare posizione in prossimità o su versanti di massicci montuosi molto vicini al mare, che sollevano le già instabili correnti di libeccio, amplificando così fenomenologia e accumuli al suolo.

Nei giorni successivi (7 e 8) insistono i fenomeni sulla Sardegna occidentale, con minimo in fase di progressivo indebolimento: alcuni pluviometri hanno intanto superato i 150 mm da inizio peggioramento. E' bellissima l'immagine del satellite, che mostra il ciclone mediterraneo in piena attività nei mari tra Francia e Sardegna:

Oggi 9 novembre abbiamo assistito al lento indebolimento del ciclone mediterraneo, che ha interessato principalmente le coste francesi. L'instabilità ancora presente ha favorito lo sviluppo di isolati rovesci piuttosto stazionari (poichè le correnti in quota si sono indebolite), che hanno interessato a macchia di leopardo l'isola. L'accumulo più siignificativo è quello di Desulo: 9,8 mm.
Un'immagine della webcam di P.ta Modighina mostra dei rovesci in corso in barbagia:

 

La mappa delle precipitazioni dei primi 9 giorni di novembre 2011 in Sardegna:

 

Il fiore all'occhiello di questo peggioramento è il Funnel cloud (nube ad imbuto) immortalato questo pomeriggio da Ivan Mereu del forum Meteosardegna.eu in direzione Flumini di Quartu- Maracalagonis. Il funnel cloud è una bellissima nube che scende dalla base di un cumulonembo, che denota il risucchio di aria umida dai bassi strati. Quando il risucchio è molto vigoroso, siamo in presenza di un tornado, distinguibile per il sollevamento di detriti e polveri dal suolo, o di una tromba marina quando viene sollevata dell'acqua dalla superficie del mare. Nel caso qui descritto invece non si distinguono questi elementi, quindi si tratta (fortunatamente per chi vi è sotto!) di una nube ad imbuto. Spesso si pensa che il cono sia formato da polveri sollevate dal suolo, ma non è così. All'interno del vortice la pressione è relativamente inferiore rispetto agli strati d'aria alla stessa altezza: l'aria che viene risucchiata dall'imbuto quindi si espande prima e condensa prima rispetto alle zone circostanti, mettendo il evidenza l'estensione del vortice.

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