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L’inverno tornerà a fine mese?

bgfgfDopo la crisi del vortice polare troposferico palesata sul finire del mese di dicembre a causa di un debole riscaldamento stratosferico verificatosi tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, l’inverno si è preso una fisiologica pausa per lo meno per quanto riguarda il comparto europeo.

Il vortice Polare, sia troposferico che stratosferico, è sbilanciato verso gli States, dove è in corso una corposa ondata di gelo e neve. Di contro sull’Europa occidentale e centrale viene alimentata dinamicamente l’espansione lungo i paralleli dell’alta pressione delle Azzorre secondo una configurazione denominata Bartlett High. Espansione questa che conoscerà la sua massima efficacia nel corso del prossimo week end, quando sulla nostra isola e sul nord ovest italiano le temperature al suolo potrebbero superare i 20°C per via di intense correnti di maestrale che, scorrendo lungo il bordo occidentale del campo altopressorio, conosceranno un importante riscaldamento durante l’attraversamento della catena alpina (favonio). Se si esclude l’effimera e poco pronunciata ondulazione del getto polare attesa tra domenica 11 e lunedì 12, tale configurazione meteorologica resisterà almeno sino al 17/18 gennaio.

Cosa attenderci dopo? Tornerà il freddo?

I segnali che pervengono dai GM più importanti appaiono ancora piuttosto confusi ma tendenzialmente rivolti ad un generale raffreddamento sull’Europa centrale e Mediterranea. Il raffreddamento appare confermato, soprattutto,  dall’analisi ed evoluzione degli indici teleconnettivi. Tra tutti segnaliamo un forte riscaldamento che sta raggiungendo l’apice in questi giorni sulla verticale stratosferica del Polo. Alla quota di analisi di 10hPa siamo passati dai -75°C di fine dicembre agli attuali -35°C (contro una media del periodo di circa -65°C). Alla quota di 30hPa siamo passati dai -80°C di fine dicembre agli attuali -55°C (contro una media del periodo di circa -70°C). Ne consegue un rallentamento dei flussi zonali alle corrispondenti quote stratosferiche. Tale riscaldamento stratosferico, di tipo MINOR, destabilizzerà il VPS, il quale probabilmente evolverà in un assetto a più armoniche (onde depressionarie). Crisi del VPS che progressivamente si propagherà agli strati inferiori atmosferici fino alla Troposfera come si evince dall’analisi dell’indice AO, atteso in sostanziale calo dopo la metà del mese. Molto interessante anche l’analisi dell’evoluzione della fase MJO combinata all’attuale fase ENSO neutrale. L’evoluzione della MJO, nell’ultima decade del mese, verso la fase 7 indicherebbe l’instaurarsi di importanti anomalie geopotenziali negative sull’Europa centrale e Mediterranea e sugli States nord orientali ed opposte anomalie geopotenziali positive in sede polare, come si evince dall'elaborazione grafica che accompagna l'articolo.

In sostanza, le teleconnessioni sono attualmente favorevoli al ritorno di condizioni invernali, nell’ultima decade del mese. Si tratta di una linea di tendenza e come tale andrà confermata, giorno dopo giorno, dalle uscite modellistiche. Si consiglia pertanto di osservare le “code” modellistiche dove i segnali del cambiamento diverranno sempre più presenti nei prossimi runs.

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