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A quando un definitivo miglioramento?

L’ondata di freddo di fine Gennaio, che si stà protraendo anche in questi giorni, segna un punto di svolta al filone che seguiamo ormai da oltre 1 anno. La stagione invernale 2013-2014 è trascorsa senza ondate di freddo significative, con un copione standard seguito diverse volte, con frequenti minimi depressionari sul mar Ligure, figli di una bassa pressione atlantica insolitamente attiva.

 


Le nevicate diffuse di questi giorni, fino a quote collinari e le temperature negative (rarità nell’inverno 2013-14 anche in montagna) su tutti i centri montani, collocati sopra i 600-700 metri di quota, hanno ricordato quanto sia preziosa l’aria artica marittima, per una distribuzione omogenea delle precipitazioni e della neve su tutta l’isola. Vedendo questo tipo di configurazione, protrarsi per così lungo tempo, torna alla mente la seconda metà del Febbraio 2005, periodo leggendario per i grossi accumuli nevosi in alta montagna, ma anche per le frequenti nevicate in collina.


Nonostante la configurazione molto simile dalla quale, le alte e medie quote, hanno raccolto i frutti in termini di freddo e neve, abbiamo al momento una data di fine ben segnata. Questa corrisponde a martedì 10 Febbraio.


Giovedì saremmo ancora sotto l’influenza del minimo depressionario al suolo, che nel corso della giornata transiterà sulle Bocche di Bonifacio, con valori al suolo di 985 hPa (insolitamente bassi). La ventilazione da libeccio sarà ancora molto forte sul sud ovest dell’isola (lontano dall’occhio della circolazione ciclonica) fino a metà giornata, debole-moderata sul resto della Sardegna. I rovesci continueranno a essere molto frequenti (in particolare sul sud ovest dell’isola), ma con quota neve relegata per tutta la giornata attorno ai 1000 metri di quota. Lo spostamento del minimo al suolo nella serata sul Tirreno sarà causa di un netto rinforzo delle correnti di maestrale, che nella notte potranno raggiungere i 100 km/h in particolare sul sud ovest dell’isola. 


Venerdì il minimo depressionario al suolo si collocherà sull’Italia centrale e si presenterà in lento colmamento. Da tale posizione richiamerà aria fredda dalla valle del Rodano e tramontana dalla Pianura Padana, una convergenza che si instaurerà proprio in prossimità dell’isola, generando una linea di instabilità dalla quale potrebbe trarre piogge e neve sopra i 600 metri, proprio il nord ovest dell’isola, verso metà giornata. Dalla serata si assisterà con elevate probabilità alla formazione di un nuovo minimo secondario a ovest dell’isola, alla sua reale posizione e traiettoria sarà collegata la distribuzione dei rovesci nelle prime ore della giornata di sabato con quota neve ancora collocata attorno ai 600 metri. 


Sabato e domenica vedranno la fine di questa lunga circolazione depressionaria, segnata dal taglio della alimentazione fredda in quota, data dalla espansione verso est della alta pressione Azzorriana, temporaneamente situata da alte latitudini. In questa fase la residua circolazione ciclonica al suolo situata attorno alla Sardegna continuerà a distribuire rovesci isolati, in un contesto ancora piuttosto freddo, con quota neve ancora collocata attorno agli 800 metri.


Lunedì, con lo spostamento verso est della residua circolazione ciclonica, assisteremo alla rotazione delle correnti al suolo diffusamente da nord est. Tale circolazione permetterà un travaso verso il Tirreno dell’aria fredda accumulata nei giorni scorsi sull’est europeo, con un deciso calo delle temperature sulla Sardegna. Saranno invece da confermare eventuali deboli fenomeni che potranno essere nevosi fino a bassa quota, sulla costa orientale. 

In seguito, con l'instaurarsi di valori di pressione alti e livellati, sarà molto probabile qualche giorno di diffuse gelate notturne su vallate e pianure.

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