Differenze tra il radiosondaggio di Sassari e quello di Cagliari.

sassari

sassariA poche ore dal peggioramento in ingresso da ovest, facciamo il punto sulle attuali condizioni termodinamiche presenti in Sardegna con l’ausilio delle simulazioni dei radiosondaggi fonte WRF, utilizzando i dati di Cagliari, indicativi del sud Sardegna, e di Sassari per il nord Sardegna.

Come si evince dai diagrammi presentati, siamo in presenza in entrambe i casi di wind shear verticale positivo quasi didattico e concentrato nei primi 1500 metro della colonna d’aria, con scirocco al suolo che ruota in senso orario con l’ascesa fino a diventare libeccio a 900hPa. Tuttavia le differenze con il radiosondaggio di Sassari, cosi come anticipato nell’articolo di ieri, sono notevoli e potrebbero fare la differenza nelle prossime ore notturne nel potenziale/possibile sviluppo di qualche locale temporale.

Il radiosondaggio di Sassari mostra una corrente a getto decisamente più intensa rispetto a quella di Cagliari, con conseguente maggiore divergenza in quota che dovrà essere colmata con il richiamo dai bassi strati di aria (convergenza al suolo).  Il wind shear sassarese inoltre è decisamente più marcato anche per quanto riguarda le velocità che aumentano con la quota, fattore questo che incentiva notevolmente l’elicità dell’aria. Sempre per quanto riguarda la ventilazione, a 1500 metri circa, nella verticale sassarese è presente una LLJ, una corrente a getto che tende a prodursi nei bassi strati laddove alle quote superiori la jet stream presenta maggiore divergenza. Correnti che superano i 40km/h in questa fascia sono molto favorevoli per la strutturazione di forti correnti di inflow nel temporale. Correnti di inflow che una volta all’interno del temporale, data l’elevata elicità dell’aria, possono dar vita ad updrafts rotanti.

cagliari

sassari

Dal punto di vista energetico, spicca il notevole valore, tipico delle plains americane, di CAPE, energia a disposizione per il moto convettivo, superiore ai 3500 j/kg e notevolmente superiore al valore di Cagliari che si aggira attorno ai 1000 j/kg. Differente anche il valore dell’anti cape, CIN, che inibisce la convezione: esso risulta molto basso sulla verticale sassarese, al contrario del potente tappo cagliaritano, prossimo ai 500j/kg. Valori inferiori ai 100j/kg, come sulla verticale di Sassari, non risultano essere un importante ostacolo per lo scoccare della convezione, fattore questo che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nelle prossime ore notturne durante le quali è atteso il transito di una linea di instabilità. Di conseguenza gli indici termodinamici risultano particolarmente favorevoli nel nord Sardegna, con un LI addirittura a -11 a Sassari, valore che non esclude, in presenza di attività temporalesca, la tornado genesi.

Tale ulteriore analisi rimarca lo stato termodinamico potenzialmente esplosivo, specialmente sul nord Sardegna, che si accentuerà ulteriormente con l’ingresso dell’aria fresca in quota in serata. Rimane l’incognita del transito frontale che potrebbe non essere sufficiente per il sollevamento forzato e l’innesco temporalesco. La minore energia necessaria per la formazione di temporali nel nord Sardegna potrebbe rendere sufficiente il transito della linea di instabilità, pertanto non si escludono i fenomeni nel nord Sardegna e data l’instabilità attesa a largo potrebbero prender vita waterspouts.

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