Dopo alluvione – Assemini zona degradata: «Si sapeva tutto»

Martedì 16 novembre 1999

 

Il disastro di Assemini sicuramente era prevedibile. A fine giugno l’ingegner Marco Salis ha consegnato all’amministrazione comunale uno studio preliminare per il sistema fognario urbano previsto dalle nuove norme. In quello studio, e anche in indagini svolte da altri tecnici, già si delineavano le conseguenze di una situazione ad alto rischio a causa di un territorio fortemente compromesso e con scarsa manutenzione della rete idrica. Il nubifragio ha giocato d’anticipo sui tempi della burocrazia. E ora si contano i danni. Ma cosa è avvenuto?«Il territorio di Assemini», spiega Salis «sta in una depressione compresa tra due fiumi da una parte e la strada 131 dall’altra. Una volta il Rio Mannu e il Cixerri confluivano alla foce, ora corrono paralleli dentro gli argini. A sud-ovest c’è la laguna di Santa Gilla. In mezzo scorre il Rio Sa Nuxedda interrato sotto una strada. Il violento nubifragio, secondo i primi dati di proporzioni eccezionali, e il vento di scirocco hanno provocato la piena dello stagno innalzando il livello di circa 60 centimetri. La massa d’acqua non ha favorito il deflusso a mare e pertanto si è fermata nella piana di Assemini fra gli argini e la strada. Qui il disastro è avvenuto perché i canali di drenaggio e le fognature erano ostruiti e comunque non sufficienti a drenare una portata eccezionale. L’acqua, non potendo defluire in alcuna direzione, è ristagnata trasformando il paese in una grande piscina di fango e detriti».Si poteva evitare? Gli studi svolti mettono in evidenza il quadro di degrado e indicano gli interventi da effettuare per la prevenzione. Ma il progetto preliminare, già nelle mani degli amministratori asseminesi, è rimasto tale: a oggi non è stato ancora aggiudicata la gara per realizzarlo. Il disastro ha toccato Assemini e Capoterra, ma tutti i centri dell’isola si ritrovano disarmati nelle stesse condizioni. Ciascun Comune deve provvedere in tempo. Altrimenti la lezione di Assemini non sarà servita a nessuno e un’altra alluvione potrebbe ripetersi con danni ancora maggiori.C. F.

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