Ennesima rimonta subtropicale; peggioramento sul finire del mese?

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btfgbtfContinuano progressivamente a migliorare, da ovest, le condizioni meteorologiche in Italia dopo la giornata di ieri che ha visto buona parte del centro sud alle prese con sistemi MCS-MCC sia rotondeggianti che V-shaped, i più intensi dei quali hanno preso forma nel tirreno e nel nord Africa e hanno seguito un moto verso nord est. I fenomeni più intensi e spettacolari, sia per quanto riguarda la fenomenologia registrata che per l’analisi satellitare e attività elettrica, si sono verificati in Sicilia ad opera di un maestoso MCC in spostamento dalla Tunisia verso nord all’interno di un intensa Warm Conveyor Belt.

Si è trattato di un passaggio perturbato in chiaro stile autunnale e come tale era lecito attendersi occasionalmente, dato l’intenso quantitativo di energia immagazzinato nel mare nostrum come avviene ogni anno, temporali accompagnati da violenti downbursts, trombe d’aria, rain rates elevati, grandinate, forte calo termico e i conseguenti disagi alla circolazione. E tutto ciò fa parte del normale corso naturale che ci porta nel vivo della stagione autunnale. Si è sentito tanto parlare di questa perturbazione attraverso i media nazionali: la si è chiamata Cleopatra, e Cleopatra non era, si è allarmato il nostro paese con toni estremi mobilitando un numero ingente di forze umane e si è atteso in alcune città per tali motivi l’evento apocalittico. Tutto ciò è dovuto alla scarsa cultura meteorologica di cui il nostro paese gode ormai da tempo e per la quale si sta facendo veramente poco per migliorare la situazione e, piuttosto che analizzare nel dettaglio una situazione sinottica per arrivare a produrre previsioni veramente all’avanguardia, si preferisce gridare all’evento estremo ogni qual volta vengano a verificarsi condizioni meteorologiche di stampo autunnale. Quando poi si contano le vittime e si stimano i danni per nubifragi o alluvioni si parla di evento imprevedibile. Sicuramente l’opera dell’uomo in tali eventi è tra i fattori scatenanti e accentuanti, tuttavia una maggiore attenzione all’analisi meteo previsionale renderebbe più efficiente il lavoro di mitigazione rischio ed un migliore dispiego di forze umane.btfgbtf

Andando oltre questa divagazione, che nasce spontanea dopo ciò che si è sentito in questi giorni, ed entrando nel vivo della previsione per il proseguo del mese ripartiamo dal precedente out look previsionale nel quale si parlava di ondulazioni meridiane ancora possibili per la seconda parte di ottobre. Effettivamente la seconda parte del mese comincerà all’insegna di una pronunciata ondulazione meridiana, secondo il pattern Pna+/Nao-/Ao-, con il ramo settentrionale del getto polare che si getterà in Atlantico orientale e penisola iberica. Azione questa che si manterrà attiva fino alla fine di questa settimana, con la penisola italiana che si troverà ad est di tale struttura sinottica e quindi sotto l’influenza del richiamo caldo sub tropicale. Aria calda che invaderà tutta l’Europa centrale ed orientale. Si prevedono termiche ad 850hPa ancora una volta tornare diffusamente sopra i 15°C, con punte prossime ai 20°C in Sardegna sul finire della settimana. Ci attendiamo quindi per una settimana il ritorno a condizioni stabili su tutta l’Italia, con il solo problema delle nebbie mattutine specie al nord. Tale linea di tendenza è ampiamente confermata anche dall’evoluzione della Mjo tra fase 1 e 8, con notevole intensificazione. Tali fasi prevedono un anomalia geopotenziale negativa ad ovest della penisola iberica, ed una di segno opposto nella penisola italiana e balcanica. A seguire è previsto un cambio di segno del Pna index che virerà bruscamente verso la negatività e di conseguenza inibirà il blocking atlantico di questi giorni. Continuerà invece l’attività ciclonica nell’est Atlantico, ormai latente e non più accompagnata dal getto polare. Settimana prossima che proseguirà ancora con condizioni di generale stabilità ma gli occhi andranno puntati ad una bassa pressione scandinava la cui aria fredda potrebbe essere calamitata nel Mediterraneo per merito della lacuna barica sopra citata. Tale tendenza al momento è intravista da Gfs e un po’ meno, per lo meno ritardata temporalmente da ECMWF, ma torneremo su questo punto nelle prossime analisi.

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