I caratteri peculiari dei temporali odierni: i temporali a base alta

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baseNella notte appena trascorsa (nel corso della giornata odierna e nella prossima notte) la Sardegna è stata attraversata da un intenso groppo temporalesco accompagnato da frequenti fulminazioni, prevalentemente nube nube e forti raffiche di vento che hanno raggiunto nel cagliaritano punte di 100km/h. Tale sistema temporalesco, piuttosto esteso, non è stato visto dai principali LAM, per quanto riguarda gli accumuli di precipitazione, ma ha le tipiche caratteristiche dei temporali estivi. Vediamo di studiarne le caratteristiche distintive nel dettaglio con l’ausilio dei radiosondaggi e dei LAM.

Partendo dalla configurazione sinottica a scala europea, la Sardegna continua ad essere interessata da un intenso flusso sciroccale, molto umido e caldo (nella notte ad 850hPa l’isoterma dei 20°C ha fatto la sua fugace comparsa nel comparto meridionale isolano). Il tutto è indotta da un centro di bassa pressione centrato nel Mediterraneo sud occidentale, con pressione al suolo di 1006 mbar circa, in lento colmamento.

Nella notte appena trascorsa, la situazione barica era decisamente più “estrema” con il minimo di bassa pressione centrato nell’interno algerino e pressione al suolo di 996 mbar, gradiente barico verso la nostra regione più forte e di conseguenza flusso caldo umido più intenso in direzione della Sardegna.base

Entrando nel dettaglio e riferendoci ai due radiosondaggi, a sinistra quello delle 12 del 28 aprile e a destra quello delle 00 del 29 aprile, il peggioramento a carattere caldo della notte è stato caratterizzato da uno strato molto umido in prossimità del suolo, primi 800 metri, tradito dalla vicinanza della curva di stato con quella del dew point nel radiosondaggio delle 12 che possiamo ipotizzare con condizione di input alla formazione delle celle temporalesche, sovrastato dalla tipica inversione termica, tipica delle irruzioni calde secche, con aumento di temperatura e diminuzione notevole del contenuto umido almeno fino a 4000 metri. Abbiamo quindi due masse d’aria termoigrometricamente differenti ed impedite nel reciproco scambio di massa dall’inversione termica, situazione questa che permette alla massa d’aria al suolo, che prima di entrare in Sardegna attraversa il canale di Sardegna, di caricarsi ulteriormente di umidità. Si ha quindi a disposizione un potente serbatoio energetico nei bassi strati troposferici che, in assenza di moti convettivi che possano distruggere l’inversione termica, rimarrebbe stabile. Il Cape è praticamente nullo a dispetto di un CINH, energia disponibile per l’inibizione convettiva, veramente notevole. Tale situazione, per lo meno per quanto riguarda i radiosondaggi, si verifica sovente negli states con convezione che non parte, o complice il fortissimo riscaldamento diurno parte a fine serata. Probabilmente per questo motivo le carte LAM di precipitazione non vedevano nessun tipo di precipitazione per la nottata.

A scatenare la convezione nel nostro caso può essere stata la formazione di linee di convergenza al suolo indotte dal transito di una dry line, linea di instabilità secca, la quale ha cosi permesso la rotturna del CINH e l’utilizzo dell’ingente quantitativo umido nei bassi strati. Hanno cosi preso vita temporali a base alta, caratterizzati da un livello di condensazione intorno ai 3000 metri ed uno strato d’aria al di sotto di tale livello non umido. Le gocce che raggiungono il suolo in queste circostanze sono le più grosse, quelle che riescono a superare indenni lo strato secco, mentre quelle medio fini evoporano. Il processo di evaporazione, che essendo endotermico raffredda l’aria in cui avviene, ha cosi prodotto intense raffiche di downburst che hanno localmente superato i 100km/h.

A seguire, come si evince dal radiosondaggio delle 00 del 29 aprile, l’aria nei bassi strati si è deumidificata e riscaldata ulteriormente, con la curva di stato e quella dew point più lontane e le precipitazioni sono scemate, cosi come è andato progressivamente attenuandosi il vento.

L’ipotesi che possa essersi trattato di una dry line è confermata anche dalle carte theta-E, dalle quali si evince una brusca diminuzione, nel corso della nottata, dei valori di temperatura, quindi del quantitativo di umidità nei bassi strati.

Nella nottata odierna le condizioni termodinamiche sono ancora molto simili a quelle della notte appena trascorsa, quindi ci attendiamo il transito di linee temporalesche accompagnate da raffiche di vento in occasione degli scrosci di pioggia e frequenti fulminazioni, prevalentemente nube nube.

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