Il disastro di Cala Sisine del 2008

Nella notte tra il 27 e il 28 Novembre 2008, una terrificante alluvione colpì il territorio montano di Baunei. Si trattò di un fenomeno temporalesco stazionario, che riversò una quantità di acqua ignota su zone disabitate e senza la possibilità di avere rilevamenti meteorologici oggettivi.

Si parlò del fenomeno sui giornali, perché una parte della cella temporalesca si riversò su Orosei, portando 273 mm in 6 ore, secondo i rilevamenti arpas.

Tuttavia la quantità di acqua venuta giù nel Supramonte di Baunei è stata molta di più, si parla probabilmente quantitativi di 300-400 mm in 3 ore. 

 

 

I segni lasciati sul territorio sono quelli tipici di una alluvione, fuori dalla norma, su una zona ben abituata a piogge estremamente abbondanti nel giro di poche ore. Una massa di acqua, fango, legno e pietre, ha raggiunto in alcuni punti i 4 metri di altezza, travolgendo ogni cosa presente nel fondovalle della Codula di Sisine.

A una attenta osservazione sul fianco del torrente sono presenti però segni di altre alluvioni simili nel passato, tra cui la più recente è probabilmente quella dell’Ottobre 1951. Questi segnali sono però piuttosto rari ormai, perché la piena del 2008, ha smosso come un trattore il fondovalle della codula.

 

 

Percorrendo attualmente il letto del fiume è possibile vedere i basamenti di lecci secolari travolti dalle acque e l’erosione nei fianchi del letto del torrente che portano alla luce stratificazioni sedimentarie. In prossimità della spiaggia, tra le stratificazioni, è pure possibile notare i resti lasciati nel periodo della estrazione del carbone, fino a 2 anni fa cancellati da decenni di sedimenti, portati anche da altre piene meno violente.

 

 

 

 

Per quanto riguarda invece la spiaggia, questa è stata completamente cancellata dalla piena, ma attualmente, come normalmente accade, si è completamente riformata, risultando però più bassa rispetto agli anni precedenti e con una maggiore abbondanza di pietre grosse.

 

 

Dobbiamo immaginarci durante il fenomeno una massa d’acqua che invadeva tutta la parte a monte della spiaggia e enormi onde provenienti dal mare che ostacolavano il deflusso delle acque. Attualmente sono visibili nel lato sinistro della spiaggia a 3-4 metri di altezza, sopra le rocce, enormi mucchi di legna accumulati durante la piena dalle onde.

Gli alberi rimasti ai lati della vallata, nel tratto della foce, hanno trattenuto enormi quantità di legna e fango, tanto che dove la corrente era inferiore, il terreno risulta rialzato di 50-100 cm a causa dei sedimenti. Stessa sorte è toccata al ristorante, presente vicino alla spiaggia, che è stato completamente sommerso dall’acqua; questa una volta ritiratasi ha lasciato diversi centimetri di fango e accumuli di legna alti 2-3 metri.

 

 

Racconti di persone del posto parlano di un fenomeno estremamente localizzato, che ha interessato in misura inferiore la parte orientale dell’altopiano del Golgo, distante pochi km, il tutto sarebbe confermato dalle immagini radar del giorno.

 

 

La zona è particolarmente pericolosa nella stagione delle piogge, in quanto soggetta a fenomeni piovosi estremi in presenza di correnti Orientali. I terreni che circondano la zona sono inoltre prevalentemente rocciosi, il che riduce zone in cui l’acqua può penetrare nel sottosuolo. Di conseguenza le piene dei torrenti sono frequenti e cancellano rapidamente le strade sterrate. Però l’acqua va via altrettanto rapidamente e questi torrenti dopo una piena spettacolare, si presentano completamente vuoti (senza neppure una pozza) nel giro di pochi giorni. 2 settimane prima della realizzazione delle fotografie presenti in questo reportage, una violenta piena ha interessato il fiume cancellando il 50% della strada sterrata e lasciando 2 auto senza la possibilità di tornare a casa, almeno fino a quando non verrà ripristinata la strada.

 

Cala Sisine resterà sempre e comunque un paradiso plasmato da fenomeni naturali estremi.

 

 

 

 

 

 

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