Inverno ancora sotto tono. Un po di freddo dal 13 Gennaio?

Grandine, vento e pioggia molto intensa, si sono abbattute questa mattina su diverse località della Sardegna. I dati che ci giungono dalla rete mostrano nel complesso raffiche di vento tra i 60 e gli 80 km/h rilevati durante i fenomeni della notte.

 

Per quanto riguarda la pioggia diverse stazioni di collina e montagna esposte a ovest hanno fatto registrare accumuli compresi tra i 30 e i 40 mm, con valori più elevati a Desulo (stazione della rete Sardegna-Clima) e Santu Lussurgiu (della rete idrografico), rispettivamente con 54 e 58 mm di pioggia rilevata nella sola giornata del 5 Gennaio. Piogge tra i 10 e i 20 mm nelle località di pianura della parte centrale e occidentale dell’isola, attorno ai 5 mm nella fascia orientale

La neve è invece caduta con decisione nei monti sopra quota 1200-1300 metri, dove si sono mantenuti stabili valori di temperatura di poco sotto lo zero durante i fenomeni, tuttavia come spesso accade il vento ha accumulato la neve in maniera molto irregolare rendendo ancora una volta molto difficile permettere la prima apertura delle piste da sci. La neve è comparsa anche a quote più basse, con segnalazioni di temporanee imbiancate anche a quota 800 metri, come è piuttosto normale che sia con valori molto bassi alla quota di 500 hPa (circa -30°C).

Proprio sulla importanza dei valori di temperatura a 500 hPa (5500 metri circa), in occasioni come questa, è bene aprire una parentesi. Valori di -30°C a 5500 metri sono piuttosto bassi durante l’inverno e si riscontrano frequentemente a latitudini settentrionali 50-60° N, quello che cambia è il gradiente di temperatura con le quote più basse, la famosa quota di 850 hPa (1500 metri) ci serve dunque per ricavare il gradiente di temperatura tra le 2 quote. Più questo valore sarà elevato più la fenomenologia si orienterà verso la convezione e quindi veloci moti verticali, fenomeni temporaleschi isolati e quota neve che scenderà temporaneamente sotto quella dello zero termico. Grande importanza riveste anche la rapidità di movimento del nucleo gelido in quota, ricavabile da un confronto tra due mappe di temperatura a 500 hPa consecutive.

Questo tipo di fenomenologia è tipica dell’inverno sardo e si sta mostrando l’unica occasione di ricevere qualche fenomeno in questo eccezionale inverno mite su tutta Europa, governato dalla eccessiva intensità del vortice depressionario islandese, restato piuttosto quieto negli ultimi anni.

Nei prossimi giorni si assisterà quindi a un rapido ritorno a condizioni di stabilità atmosferica, con temperature elevate in particolare durante il giorno. Una fase che andrà avanti per tutta la settimana che sta per iniziare. Dalla prossima settimana un leggero indebolimento del vortice polare (sempre molto intenso) potrebbe favorire la seconda ondata di freddo (dopo quella dei primi di Dicembre) sull’Europa Settentrionale e orientale, dalla quale la Sardegna potrebbe trarre come effetto un abbassamento delle temperature, con gelate che potrebbero tornare a farci visita nelle ore notturne, ma trattandosi di una previsione oltre i 7 giorni sarà meglio tornarci nei prossimi aggiornamenti.

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