Martedì 18 giugno 1996 – Pioggia e grandine devastano i campi

Il nubifragio di inaudita violenza è giunto dal mare, dalla direzione di Maldiventre, alle 4 del pomeriggio ed ha investito la costa e l’entroterra oristanese per una larghezza di molti chilometri. Ha portato distruzione e rovina dovunque, non risparmiando colture e abitazioni, alberi ed automezzi. Ha imperversato per oltre mezz’ora, accompagnato da scariche elettriche, tuoni e rovesci di grandine e d’acqua. Sono caduti chicchi grossi come nociole del diametro di due centimetri, chicchi che hanno sferzato le colture come scudisciate. Gli alberi da frutto hanno perso foglie e fruttini, le piantine di pomodoro sono state schiacciate, forate, calpestate; le piantine di mais, alte ormai 40 centimetri sono state stroncate; i grappolini dell’uva sono stati asportati, le olive abbattute, gli agrumi appena abbozzati sono stati strappati dai rami a formare, a terra, un autentico tappeto di palline verdi. Il grano prossimo ad essere mietuto è stato appiattito, infangato, rovinato. Le foglie delle bietole prossime all’estirpazione sono scomparse; gli ortaggi sono stati scalzati dalla terra e tritati dalla mitragliata della grandine. Un danno che non è possibile ancora calcolare. Certamente, nella golena del Tirso, quello che non ha fatto l’alluvione, lo ha fatto il nubifragio. In città, nei centri vicini( Cabras, Solanas, Massama, Nuraxinieddu, Donigala, Santa Giusta, Palmas Arborea, Silì, Simaxis) l’abbondanza della grandine ha causato allagementi ovunque: «Lasciateci il telefono libero», ha implorato un vigile del fuoco, «siamo troppo impegnati a ricevere richieste di soccorso». I treni hanno rallentato la marcia sul tratto Marrubiu-Solarussa. Al chilometro 100 della Carlo Felice un albero è stato divelto e abbattuto sulla carreggiata. In molti comuni, Santa Giusta in testa, sono stati impegnati vigili urbani ed operai comunali per ripulire tombini e consentire il defluire delle acque e ridurre gli allagamenti. A Tramatza i chicchi di grandine da mezzo chilo hanno distrutto qualsiasi tipo di produzione e danneggiato i tetti delle case. Il sindaco Salvatore Lutzu ha chiesto subito l’intervento della Regione e del prefetto per accertare l’entità del disastro. R. C. R. C.

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