Minacciosa cella temporalesca autorigenerante interessa il Tirreno

Una cella a V in tipico stile autunnale è attiva da oltre 10 ore nel Tirreno centrale. Il fenomeno presenta le stesse dinamiche riscontrate nelle più recenti alluvioni che hanno interessato l’isola negli ultimi anni.

 

Correnti di scirocco (SE) nei bassi strati, trovano a opporsi un flusso di aria da sud ovest alle quote più alte. Si viene a creare un blocco per le correnti meridionali che non riescono a proseguire verso nord ovest. Inevitabilmente l’accumulo di aria ha come unica via di sfogo quella verticale.

 

 

A questo punto per espansione adiabatica, l’aria si raffredda e giunge al punto in cui deve assolutamente liberarsi del suo carico di umidità per proseguire la sua corsa verso l’alto. Si origina perciò la cella convettiva, alimentata da questi 2 flussi che vengono a scontrarsi e dal calore latente di condensazione liberato dalla condensazione della umidità.

 

L’unico modo per evitare dei danni gradi qualora questo fenomeno si formasse sulla terraferma è che uno dei 2 flussi sia dominante, in modo da evitare che la cella stazioni per lungo tempo sulla stessa area.

 

Come prevedere questi fenomeni? Il modo migliore sono le carte dei venti, alle varie quote. In particolare quelle di vento al suolo- a 925 hPa – a 850 hPa – 700 hPa – 500 hPa. Se si riscontra una linea di convergenza, cioè 2 correnti che convergono con angolazioni (di qualche grado) differenti alla stessa quota in un punto solo, la situazione è potenzialmente rischiosa. Un utile indicatore è anche la rotazione oraria delle correnti con la quota.

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