Nubifragio a Uta Case sgomberate e campi devastati

Uta Il cielo è venuto giù alle due dell’altra notte: un diluvio che ha allagato case e campi seminando danni e devastazioni. Acqua a non finire, 56 millimetri in appena due ore. Un nubifragio concentrato su Decimomannu, Villa Speciosa, Decimoputzu, Capoterra ma soprattutto Uta. Poche ore di pausa e ieri notte il cielo si è riscatenato: ancora allagamenti, disperazione nell’attesa di soccorsi che non arrivavano.Tra giovedì e venerdì, nelle case l’acqua è arrivata a un metro altezza e le strade sono diventante un fiume che ha trascinato via macchine e cassonetti portarifiuti. Nelle campagne la devastazione non è stata da meno con il Rio Santa Lucia e il Cixerri in piena. Svegliata nella sua casa alle 2 e 30 della notte dal comandante della stazione dei carabinieri Massimiliano Campagnoli, il commissario prefettizio Maria Paola Pani si precipita da Cagliari nel paese «con la mia macchina che sembrava un motoscafo». Alle 3 del mattino l’allarme è già lanciato mentre la pioggia continua incessante e si comincia a temere il peggio. Arrivano i mezzi dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dei Forestali mentre la Prefettura è già allertata. La situazione si fa drammatica. «Con tutti i mezzi a disposizione e con l’aiuto dei volontari- spiega il commissario prefettizio- sono state evacuate due abitazioni in via Is Prunisceddas». Attilio Congiu, insieme con l’anziana moglie Natalina Lai, si trovano con l’acqua alla cintola quando vengono portati in salvo. Poco distante, al numero 4 della stessa strada, viene salvata un’anziana, Mariuccia Nonnis. Un’altra coppia di anziani, questa volta in via IV Novembre, viene fatta evacuare. «Il mio gregge, la mia azienda, completamente distrutti», balbettava ieri mattina quasi inebetito Francesco Dedoni. A Barracca Manna, poco distante dal Cixerri, lungo la Pedemontana, l’allevatore ha trovato affogate le sue 400 pecore insieme a 35 maiali mentre 400 quintali di orzo sono andati completamente distrutti. Molti agricoltori hanno avuto le loro serre allagate e le produzioni compromesse. Nel corso della notte, la ruspa di un agricoltore viene impiegata sulla via Ponte per far defluire l’acqua che sale di livello. Nelle montagne vicine, a Gutturu Mannu, Guttureddu, Sa Canna, la grande quantità d’acqua provoca quattro diverse frane bloccando alcune strade di collegamento con i paesi vicini. Al centro servizi del Casic, a Macchiareddu i 150 dipendenti dell’Atlantis vengono mandati via perché gli scantinati dove si trovano i computer sono allagati. E stanotte un nuovo diluvio.

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