Nuova ondata di freddo per la seconda decade di marzo?

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mercolediMentre il bacino del Mediterraneo viene letteralmente spazzato da una forte sciroccata, causata dall’affondo del ramo settentrionale del getto polare fino al profondo entroterra marocchino e algerino e accompagnata dal carico di umidità, silt sahariano e termiche ad 850hPa ben oltre la media del periodo (con picco massimo atteso per la nottata odierna, quando l’isoterma dei 14°C abborderà le coste meridionali dell’isola) i modelli matematici di previsione lasciano intravedere buone possibilità, sul lungo termine, per il ritorno della neve a bassa quota.

Per la verità, la tendenza per una seconda decade del mese  votata al ritorno del mese era stata palesata dalle code modellistiche già sul finire del mese di febbraio per poi subire una ritrattazione nei primi giorni del mese e tornare in voga prepotentemente negli ultimi runs. Le dinamiche meteorologiche della prima decade del mese, per quanto riguarda il nostro comparto, dipenderanno dall’attività ciclonica piuttosto intensa in Atlantico centro orientale a largo della penisola iberica la quale richiamerà a più riprese impulsi umidi e perturbati. Segnaliamo il peggioramento atteso dalla nottata odierna e per la prima metà della giornata di domani concentrato prevalentemente nei settori esposti alla circolazione da scirocco. Miglioramento dalla serata di mercoledi, con rotazione dei venti dai quadranti sudoccidentali ed ingresso di aria più secca, seguito da un nuovo peggioramento fugace atteso dalla notte di giovedi. Condizioni meteorologiche migliori attese per il week end, anche se per maggiori dettagli torneremo sulla previsione.

Da segnalare al momento, l’esteso campo anticiclonico presente in zona artica, tra Groenlandia, artico canadese, Islanda settentrionale ed isole Far Oer, per il quale sono dovuti i valori cosi bassi dell’Ao index, prossimi a -4. Negatività che verrà mantenuta e leggermente smorzata almeno fino alla metà del mese. Nao index negativo, cosi almeno fino alla metà del mese. Pna previsto in oscillazione nei prossimi giorni, ma tendente alla positività dopo la prima decade, fattore questo che denota l’attività oscillatoria del getto polare in uscita dagli States orientali dopo la prima decade. Dalle analisi odierne, e con l’ausilio delle carte geopotenziali alle varie quote di analisi stratosferiche, si evince infatti la tendenza alla formazione di un’alta pressione di blocco alle westerlies per merito dell’affondo del getto polare, sul finire di questa settimana, in Atlantico centro occidentale. Il centro di bassa pressione su citato, complice della forte sciroccata di questi giorni, ed ora in Atlantico centro orientale, traslerà in questi giorni lentamente verso est diventando, congiunto al blocco delle correnti zonali, il perno di una circolazione fredda di stampo continentale. Nonostante il fisiologico raffreddamento che si sta realizzando da qualche settimana e si propaga dalle alte quote stratosferiche verso il basso, la troposfera continua a risentire del forte stratwarming verificatosi tra fine gennaio e febbraio, con sfondamento dell’indice Nam sotto i -3 (corrispondente quindi ad un’anomalia geopotenziale positiva  in area polare) valore questo che, dal noto studio di Baldwin & Dunkerton, ha ripercussioni in troposfera almeno per una quarantina di giorni. Da segnalare i bassi valori di E-P flux sino alla quota di 100hPa, con vettori per dipiù divergenti, e nulli a quella di 10hPa, segno che ormai la stagione invernale è agli sgoccioli, e che il vortice polare non subirà ulteriori disturbi dal “basso”. Molto positiva, per quanto riguarda le possibilità di assistere ad un ulteriore ondata fredda, anche la Mjo in evoluzione nei prossimi giorni verso fase 7.

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Al momento vi è totale incertezza modellistica riguardo l’intensità del freddo che si raggiungerà, quale sarà il target principale, anche se l’Italia sembra essere in pole, e quindi dove si posizioneranno i minimi di richiamo della colata fredda. L’impianto viene invece confermato cosi come il fatto che questa possa essere l’ultima reale possibilità di vedere la neve a bassissima quota. Gli spaghi di Cagliari ad 850hPa sono abbastanza interessanti per quanto riguarda l’intensità del freddo, visto il discreto numero di uscite del run delle 06 inferiori all’isoterma dei -5°C . Vi richiamiamo ai prossimi aggiornamenti.

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