Piogge acide, un fenomeno esclusivamente continentale?

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formationofchartIl fenomeno delle piogge acide, sebbene possibile naturalmente in presenza di forti eruzioni vulcaniche, iniziò ad interessare sistematicamente il continente Europeo sin dagli inizi della rivoluzione industriale del XIX secolo. I primi effetti corrosivi furono evidenziati sui marmi dei monumenti delle principali capitali Europee già nella seconda metà del 1800 quando si capì il nesso tra l’emissione di composti inquinanti e il degrado del marmo cittadino.

Con il tempo, il rilascio in atmosfera di quantitativi sempre maggiori di ossidi di zolfo (SOx) e ossidi di azoto (NOx) che al contatto con il vapor d’acqua generano composti fortemente acidi, fece si che gli effetti più drammatici si registrassero, a metà del secolo scorso, sopratutto sulle foreste scandinave e tedesche. La circolazione atmosferica permetteva dunque che le emissioni venissero trasportate lontano dalle aree industriali e in quelle zone verdi il valore del PH delle piogge poteva scendere fino a 2 (scala da 0 a 14 con 0 massimo grado di acidità) danneggiando immense estensioni boschive e creando particolari problemi ai laghi.

 

Uno studio pubblicato qualche anno fa dal CNR di Bologna e Oristano e rimasto purtroppo isolato, dimostra come la Sardegna ed in particolare la costa occidentale, possa risentire, sotto particolari condizioni meteorologiche, di precipitazioni con PH più basso della norma. Questo avviene quando le piogge cadono con venti di Maestrale il quale è in grado di trasportare gli inquinanti antropogenici dell’Europa continentale fino alle coste sarde con relativo abbassamento del PH medio. Valori di PH fino a 3.9 furono infatti registrati nelle piogge cadute agli inizi degli anni ’90 dai sensori collocati dai ricercatori del CNR e quasi sempre in concomitanza con precipitazioni provenienti da N/NW.

La tabella seguente mostra la frequenza delle piogge con relativo PH registrato e composti rilevati tra il 1990 e il 1991.

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C’è da dire che in media il PH delle piogge annuali fu leggermente alcalino (58% dei casi) e dunque innocuo. Questo perchè la vicinanza della Sardegna all’Africa garantisce fortunatamente che una buona percentuale delle precipitazioni (sopratutto autunnali) siano di matrice africana e dunque contengano composti alcalini (principalmente particolato di origine sahariana) in grado di smorzare gli effetti acidi delle piogge sospinte dai venti provenienti dalla valle del Rodano. In verità anche la vicinanza al mare constribuisce in una certa maniera alla neutralizzazione dell’acidità delle piogge.

Purtroppo, come anticipato, dobbiamo constatare che non sono disponibili studi più recenti sul PH e la composizione chimica delle piogge sarde.

 

Bibliografia: 

– Acid and alkaline deposition in precipitation on the Western coast of Sardinia, Central Mediterranean (40° N, 8° E) – O. Le Bolloch, S. Guerzoni

– Ionic composition of rainwater and atmospheric aerosols in Sardinia, southern Mediterranean – Guerzoni S. , Cristini A. , Caboi R. , Bolloch O. Le , Marras I. , Rundeddu L. 

 

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