Pluviometri

Il pluviometro tra i vari strumenti meteorologici è quello dal funzionamento più semplice. Questi si dividono in Pluviometri Manuali e pluviometri digitali, il consiglio è quello di possedere tutti e 2 gli strumenti, visto che i pluviometri digitali soffrono alle volte di errori di vario tipo, come imprecisione nei rilevamenti o errori nella trasmissione dei dati.
I pluviometri servono essenzialmente a misurare quanti mm di precipitazione sono caduti in una località in certo lasso di tempo. Ricordiamo che per 1 mm di precipitazione si intende la caduta di 1 litro di acqua per m2.

 

Pluviometri manuali:

Sono dei semplici bicchieri graduati reperibili a basso costo sul sito AGRIEMPORIO. Sono stati effettuati dei test da Sardegna Clima su questi strumenti e la precisione è risultata sufficiente, con una sottostima dei dati che oscilla tra il 5% e il 7%. La capacità dei 2 modelli di pluviometri è di 40 mm nell’intervallo graduato, ma il contenitore è in grado di accumulare piogge fino a 80 mm, che possono essere misurate svuotando l’acqua del pluviometro in un contenitore e poi versando in vari intervalli l’acqua nella parte graduata del pluviometro, a questo punto resterà solo da fare la somma dei valori rilevati. La raccomandazione è comunque quella di non far salire mai l’acqua nel pluviometro oltre i 40 mm, visto che oltre quel livello, durante i rovesci più intensi, si può verificare la fuoriuscita di gocce dall’imbuto per rimbazo.

Pluviometri digitali:

Ne esistono di svariate marche e tutti funzionano secondo un principio molto semplice. 2 bascule raccolgono a turno l’acqua che cade nell’imbuto, una volta che queste raggiungono un peso prestabilito, il peso dell’acqua le porta a scendere e scaricare l’acqua accumulata, permettendo all’altra bascula di riempirsi. Il movimento delle bascule, una volta piene, viene rilevato tramite il passaggio di un magnete davanti a un sensore, che poi trasmette il dato alla centralina, che lo converte in letture di 1-0.5-0.3 o 0.2 mm, a seconda della dimensione dell’imbuto e delle bascule.

Un dato importante che viene fornito da questo tipo di strumento è il rain rate (intensità della precipitazione), viene ottenuto dalla centralina misurando la frequenza degli scatti del pluviometro e calcolando quanta pioggia cadrebbe in un ora se la intensità della precipitazione rimanesse costante. 10 mm sono pochi se cadono in 24 ore, ma possono essere tanti se vengono giù in 5 minuti, con rain rate di 120 mm/h.

I pluviometri delle marche più diffuse in Italia sono quelli LA CROSSE-OREGON-DAVIS ognuno con caratteristiche lievemente diverse, che comunque possono far cadere la scelta su uno anziché un altro.

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