Post alluvione, stima dei danni – Medio Campidano nel fango

Mercoledì 17 novembre 1999

 

Non c’è quiete dopo la tempesta. Il Medio Campidano comincia a stilare l’elenco della triste stima dei danni. Il paese più colpito èVillasor . I tecnici comunali, coordinati dal geometra Sandro Pili, sono impegnati in un compito non facile, soprattutto per accertare l’entità dei danni alle colture. L’intera produzione dei carciofi è stata sommersa dal fango. «Tutte le aziende agricole – afferma il sindaco Efisio Pisano – risultano seriamente danneggiate a causa del ristagno delle acque. C’è chi ha perso l’attrezzatura, trascinata via dall’acqua. Da un primo calcolo i nostri agricoltori e allevatori hanno riportato danni per circa dieci miliardi». Tuttora sono chiusi al traffico i ponti sul rio Malu della via San Sperate e della strada Santu Miali. Gli argini e il rivestimento in cemento delle pareti del rio Malu e del rio Angiargia sono andati distrutti. La maggior parte delle strade rurali non esiste più e alcune vie del centro abitato sono state gravemente danneggiate. «Sinora abbiamo contato centoventi abitazioni invase da acqua e detriti, ma potrebbero essere molto di più, è ancora in corso l’operazione di censimento», precisa il sindaco.ANuraminis i danni finora accertati si aggirerebbero intorno ai dieci miliardi. Nel solo settore agricolo vengono registrati danni per oltre tre miliardi e mezzo. L’uffico tecnico è ancora impegnato nel censimento delle strutture pubbliche maggiormente danneggiate. «Supponiamo – dice il sindaco Luciano Cappai – che non saranno sufficienti 5 miliardi per rimettere a posto il canale delle acque bianche, le strade interne, quelle rurali, gli impianti tecnologici e alcuni edifici di proprietà comunale». Sabato mattina, nella via Umberto trasformata in un torrente in piena, dieci auto parcheggiate sono state letteralmente sollevate e scaravantate con violenza contro i muri. Il nubifragio ha colto impreparata Sabrina Loddo, una giovane di Nuraminis che proprio in via Umberto è stata trascinata dall’acqua. Il pronto intervento di alcune persone che hanno formato una catena umana ha permesso di trarla in salvo.AncheSerrenti non è stato risparmiato dal flagello del nubifragio. «Sabato mattina – rileva il sindaco Fulvio Tocco – una marea d’acqua e fango, alta sino a due metri, si è riversata nel centro abitato colpendo maggiormente la parte bassa del paese. Ma la nostra preoccupazione è rivolta ora alle campagne. Le piantagioni dell’asparago, i vigneti, le colture orticole, tutto è compromesso». Alcune strade rurali sono scomparse. Danneggiate in particolare le aziende di Cesare Sorgia, Luigi Carta, Luigi Sorgia, Efisio Mastino, Ottavio Deidda.ASamatzai, Furtei, Serramanna, Samassi sono stati segnalati solo danni alla rete viaria e rurale, oltre che nei campi.

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