Proseguono gli studi sull’alluvione di Capoterra…

Come promesso riportero’, volta per volta, i numerosi aggiornamenti che riguardano la stesura della tesi sull’alluvione di Capoterra. In questi giorni è iniziato il lungo lavoro sul bacino idrografico che si porterà avanti almeno per qualche settimana. Qui di seguito riporto due elaborazioni eseguite sempre con l’ausilio di Google Earth richiamando comunque ai prossimi aggiornamenti dove si entrerà maggiormente nel dettaglio con le carte topografiche e geologiche per delineare nello specifico le caratteristiche litologiche e geomorfologiche che hanno giocato dalla parte del fenomeno estremo.

In bianco è delimitata l’area del bacino idrografico dei corsi d’acqua principali della zona che ha ricevuto i maggiori quantitativi di pioggia, come si evince dalla sovrapposizione della scansione radar nel momento di massima intensità del fenomeno. In viola, a sud ovest dell’abitato di Capoterra, è presente il nucleo a fondoscala dove si rilevano cioè le maggiori intensità precipitative.

 Rain rate elevati anche nelle zone in rosso e arancio. In tali zone il ruscellamento ha alimentato fortemente il Rio San Girolamo e un corso d’acqua occasionale che si ricollega ad esso in prossimità dell’abitato di Frutti d’Oro. Il letto principale del Rio San Girolamo ha ricevuto notevoli ruscellamenti ed infiltrazioni d’acqua provenienti dallo spartiacque in cui si trova il fondo scala  (una parte delle acque piovane ruscella verso est ed una parte verso San Girolamo ). Tale circostanza locale dovuta a pendenze apparentemente ridotte ha permesso un notevole afflusso d’acqua verso gli abitati di  Frutti d’oro e San Girolamo.

L’inondazione di Poggio dei Pini e dell’abitato di San Girolamo è dovuta, nel primo caso, alla tracimazione dei laghi, nel secondo all’esondazione dei Rio San Girolamo. Per quanto riguarda Frutti d’oro, oltre alle acque del Rio San Girolamo sono sopraggiunte anche quelle del corso d’acqua leggermente più a sud a carattere prevalentemente torrentizio.

E’ evidente come non tutto il bacino del Rio San Girolamo sia stato interessato dai maggiori quantitativi precipitativi, a causa della localizzazione del fenomeno in prossimità della costa; fattore questo che ha in un certo senso scongiurato indondazioni di portate maggiori.

Situazione questa che si sarebbe potuta verificare se il nucleo di precipitazione, peraltro particolarmente localizzato se si considera che poco più a sud in località Sarroch non si sono registrate precipitazioni degne di rilievo, si fosse posizionato di 2/3km più ad ovest all’interno dei Monti di Santa Barbara dove appunto nasce il Rio San Girolamo.

Concludo con questa suggestiva immagine per mostrare come l’overshooting top attorno alle 7 del mattino, immediatamente dopo l’immagine radar dell’elaborazione precedente, sia localizzata sopra lo stagno di Santagilla.

Ai prossimi aggiornamenti

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