Saltano le fogne: Terralba sott’acqua

Martedì 13 maggio 2008
Il sindaco accusa Abbanoa: «È ora di realizzare la nuova condotta fognaria, noi abbiamo già fatto un progetto ma non ci hanno dato il contributo».
T utto in quarto d’ora: dalle 17 alle 17,15 il paese è stato sommerso. Il centro di Terralba si è trasformato in un lago, gli scantinati si sono riempiti d’acqua, i negozi sono stati inondati e le strade sono rimaste bloccate fino al tramonto. Allagata anche la caserma dei carabinieri, così come gli uffici del Banco di Arborea in via Marceddì. L’acquazzone è stato violentissimo e la rete fognaria del paese non è riuscita a raccogliere la valanga e dopo trenta minuti di pioggia tutte le vie sono stata inondate. E nel giro di poco tempo tutta l’acqua si è riversata all’interno delle abitazioni.
L’ALLARME Le chiamate al centralino dei vigili del fuoco sono state più di duecento e tutte le squadre disponibili sono state immediatamente dirottate verso Terralba. Il centralinista del comando provinciale si è dovuto arrendere: «Non abbiamo più uomini da inviare sul posto». E in attesa dell’aiuto dei pompieri le famiglie si sono organizzate con le pompe, i secchi, le scope e gli stracci. Alcuni giovani hanno organizzato una squadra di volontari che ha fatto il giro delle case per dare aiuto alle persone più in difficoltà: il Comune ha messo a disposizione un’autobotte e in serata un altro mezzo è stato messo a disposizione da Abbanoa. La pioggia non ha dato tregua fino al tramonto e il lavoro è andato avanti per tutta la notte.
IN CENTRO Rita Aramu, titolare di un negozio di articoli da regalo in viale Sardegna, si è dovuta accontentare di una scopa. «Le vetrine sono tutte rovinate, ci ho perso molti prodotti, la carta da pacchi e persino le confezioni delle sveglie. Molti degli oggetti in esposizione ora sono da buttare, per non parlare dei danni al parquet». Nella pelletteria accanto Maria Lilliu si è ritrovata con le valigie inzuppate: «Qui è tutto devastato, il danno è grosso: gli arredi sono rovinati, la merce che era esposta è tutta da buttare. E ora chi ci rimborsa?». Il magazzino del panificio di via Silvio Pellico si è riempito in pochi minuti: la corrente elettrica è saltata e tutte le scorte sono state bagnate. «Nello scantinato c’è mezzo metro d’acqua e per svuotarlo non possiamo fare nulla – dice il titolare – Dobbiamo aspettare che arrivino i vigili del fuoco: sappiamo che i pompieri hanno molto da fare e che tanta gente è nella stessa situazione». Gesuina Peddis, un’anziana che abita in via Silvio Pellico al momento del nubifragio si è ritrovata sola in casa: «Non sapevo cosa fare, non potevo muovermi, altrimenti sarei caduta e mi sarei fatta male – racconta – Per fortuna i vicini di casa mi hanno aiutato a ripulire le stanze e me la sono cavata, i mobili e i muri sono tutti inzuppati».
I DANNI A casa di Carolina Pani la furia dell’acqua è riuscita a rovesciare il frigorifero pieno di bistecche. «Nello scantinato ci sono le biciclette che galleggiano – racconta – I mobili sono tutti bagnati, l’acqua ha raggiunto il mezzo metro d’altezza e non abbiamo avuto il tempo di bloccare il fiume che ci ha invaso la casa». Altra situazione critica in via Rio Mogoro: «Com’è possibile che le fogne fossero tutte intasate? – urla Francesco Mura – Una situazione simile si era già verificata qualche anno fa, ma evidentemente la lezioni non è servita. Noi ci siamo costruiti la casa con grandi sacrifici e ora ci ritroviamo tutto danneggiato».
IL SINDACO «Purtroppo il nostro paese ha ancora una rete fognaria che raccoglie sia le acque piovane che quelle fognari: ieri pomeriggio le condotte non sono riuscite a smaltire tutta la pioggia – spiega Gian Pietro Pili – Nella stessa rete finiscono anche i reflui delle campagne e così si è creato il caos: i tubi si sono bloccati e l’acqua è stata respinta nelle strade. E si è creato l’allagamento. Ora si dovrà riparlare del nostro progetto per separare la rete fognaria, visto che la Regione ha girato i soldi ad Abbanoa».
NICOLA PINNA

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