Termporali lungo le coste Ogliastrine, ecco le cause

Vogliamo condividere 2 mappe che ritraggono il campo dei venti a 800 metri (prima immagine) e al suolo. I puntini bianchi sono riferiti a settori di territorio situati sopra la quota di 800 metri, quindi ostacoli che l’aria deve aggirare o scavalcare.

 

 

Notiamo che sopravvento al massiccio del Gennargentu non sono presenti valori alti di umidità relativa, questo perchè l’aria nei bassi strati, preferisce aggirare l’ostacolo, piuttosto che scavalcarlo in altezza, questo a causa degli alti valori di CIN (convective inhibition), che sfavorisce i moti verticali.

Sottovento al massiccio del Gennargentu si crea un area di turbolenza con moti vorticosi e vettori disposti in maniera disordinata. Non è un caso che i temporali di oggi si siano originati proprio nella linea di contatto con l’aria da maestrale, che aggira il Gennargentu e l’aria “stagnante” presente nel “cono d’ombra” prodotto dal massiccio stesso. Lo scontro tra masse d’aria che arrivano da direzioni diverse, porta queste a salire verso l’alto riuscendo in alcune aree a vincere il CIN, portando allo sviluppo di una cella temporalesca.

La alta risoluzione del modello 3 km permette appena di apprezzare questo fenomeno, che sarebbe sicuramente molto meglio apprezzabile con una analisi a risoluzione maggiore, come ad esempio 1.3 km (cosa che già facciamo per il Sud Sardegna e Golfo di Oristano).

Questo tipo di fenomenologia, che spesso non riesce a toccare la terraferma, la osserviamo spesso nella stagione autunnale in Ogliastra. Siamo inoltre sicuri, che nei prossimi mesi si potranno osservare dal modello delle mappe che ritraggono un analogo comportamento delle masse d’aria nei bassi strati.

 

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