Un anno fa la tragica alluvione in Sardegna: nulla e’ cambiato

alluvione sardegna 2013

alluvione sardegna 2013Un anno fa, in queste ore, la Sardegna veniva flagellata contemporaneamente in due distinti settori (medio alto campidano e sarrabus-ogliastra-baronia-gallura) da due sistemi temporaleschi autorigeneranti e stazionari V-shaped. Temporali che avrebbero attanagliato l’isola almeno fino al tramonto arrecando gravissime e diffuse situazioni di criticità oltre che un elevato numero di vittime rimarcando ancora una volta la grande fragilità ed impreparazione della nostra isola di fronte a queste calamità. Ricordiamo che a fronte di questi eventi la Sardegna detiene il triste primato della più alta mortalità in Italia.

Da quel giorno non si è ancora fatto nulla, la viabilità in alcune aree interessate dai fenomeni non è stata ripristinata, molte attività hanno chiuso battenti, si attendono (forse invano?) risarcimenti e per quanto riguarda la prevenzione meteorologica siamo ancora all’anno zero. I danni, inutile dirlo, furono ingentissimi e stimati attorno ai 700 milioni di euro. Di questi il governo ne aveva messi a disposizione 200 ma solo 20 sono arrivati: per la precisione, 19’810’000 euro dato la Protezione Civile ha trattenuto 190 mila euro per le spese sostenute. Finanziamento insufficienti se si pensa che per ripristinare la viabilità e rimettere in sicurezza le provinciali interessate dal diffuso ruscellamento ed erosione servirebbero più di 100 milioni di euro.

Stesso discorso per quanto riguarda il lavoro di prevenzione meteorologica. Veniamo continuamente bersagliati, ad ogni peggioramento delle condizioni atmosferiche, da bollettini di criticità moderata da parte della protezione civile che non hanno alcuna giustificazione dal punto di vista sinottico e fenomenologico atteso. La popolazione riceve all’anno una marea di avvisi (il 99 per cento di questi ingiustificati o inadeguati) e giustamente si sente dire “si grida sempre al lupo al lupo e quando il lupo arriva davvero nessuno ci crede”. Il servizio di prevenzione meteo dovrebbe fondare su basi meteorologiche più salde perché anche una criticità moderata deve avere il suo perché. Non tutte le perturbazioni hanno un potenziale distruttivo e non ci si può lavare le mani in questo modo. Di contro non si possono sottovalutare particolari sinottiche (2008) con una semplice criticità moderata a fronte poi di eventi eccezionali di oltre 460mm in 4 ore. Per ora si tratta ancora di un servizio pressapochista e non si vuole fare di più per migliorare la situazione. Le idee inoltre in Sardegna ci sono, sono stati fatti e si fanno tuttora studi sugli eventi sempre più frequenti di flash floods e sulla loro prevedibilità, si studiano metodi più efficaci di prevenzione affiancata al nowcasting una volta che l’evento è partito, si progettano metodi più efficaci di comunicazione con la popolazione in occasione di eventi estremi per evitare la perdita di vite umani e beni tuttavia si preferisce attingere al prodotto oltremare come fosse oro colato e questo è una “mancanza” che non riguarda il solo prodotto meteo.

Concludo allegandovi il report tecnico-scientifico da me preparato e pubblicato su meteonetwork alcuni mesi dopo l’evento cliccando sul grassetto seguente: ANALISI METEOROLOGICA DELL’EVENTO ALLUVIONALE DEL 18 NOVEMBRE 2013 IN SARDEGNA

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