Verso un lento miglioramento – Previsioni per la settimana

Il mese di Febbraio si conclude seguendo il trend iniziato all’inizio di questo bizzarro inverno. La forte anomalia di pressione centrata a ovest della Gran Bretagna per tutto il mese non ha fatto altro che pilotare sull’Europa calde correnti miti, impedendo il raffreddamento delle aree continentali, che più della Sardegna hanno sentito gli effetti di questa anomalia circolatoria a livello nord emisferico.

 

Hanno sicuramente fatto notizia le abbondanti nevicate alpine, che portano il 2014 vicino ai record registrati nel 51 per quanto riguarda gli accumuli di neve al suolo. Di casa nostra sono anche le eccezionali piogge che hanno interessato vaste aree del centro e del nord Italia, che nei primi mesi del 2014 hanno portato oltre il 50% della pioggia media annuale, per giunta in località dove Gennaio e Febbraio non risultano tra i mesi più piovosi dell’anno. Le temperature miti sono invece state comuni a tutta l’Europa, con un numero bassissimo di ore con temperature negative su tutta l’Europa centrale, a causa della totale mancanza di correnti orientali che potessero portare aria fredda dalla Russia.

Ma le anomalie forse più terrificanti hanno riguardato la penisola scandinava in particolare lungo le coste centrali e settentrionali della Norvegia, tagliate fuori per tutti i primi mesi del 2014 dalle perturbazioni atlantiche (deviate verso le basse latitudini). In Norvegia sono stati registrati una sfilza di record di siccità. Salendo ancora più a Nord, troviamo le sempre più eccezionali anomalie termiche delle Svalbard, che ogni inverno da diversi anni, sfoggiano anomalie termiche positive raggiungendo i +15°C (mensili) su diverse località in questo Febbraio 2014.

Alleghiamo ora una carta riassuntiva che mostra le anomalie geopotenziali a 500 hPa nel mese di Febbraio relative agli ultimi 6 anni. Le anomalie negative indicano basse pressioni più profonde del normale e la rotazione antioraria è stata evidenziata con una freccia, in modo da rendersi conto delle origini delle masse d’aria che hanno interessato il Mediterraneo occidentale negli ultimi anni.

 

 

Nel corso dei prossimi giorni, si concluderà lentamente questa prima debole ondata di freddo che dura ormai da venerdì scorso. Gli accumuli nevosi sopra i 1000 metri sono stati quotidianamente alimentati negli ultimi giorni e oltre i 1300 metri si mostrano nettamente irregolari a causa del forte vento che ha accompagnato le nevicate, avvenute con temperature di qualche grado sotto lo zero.

Qualche pioggia isolata si avrà ancora nella giornata di mercoledì 5 Marzo e a causa della deviazione delle correnti dai quadranti nord orientali sarà possibile anche il coinvolgimento della Gallura. Temperature di qualche grado più miti rispetto alla giornata odierna, con la quota dello zero termico che si sposterà attorno ai 1400 metri, garantendo tuttavia ancora temperature ottimali per la conservazione e l’incremento della neve in alta quota.

Giovedì il miglioramento non sarà netto e il minimo depressionario in lenta evoluzione verso est, continuerà a pilotare correnti instabili da nord est, che sulla Sardegna produrranno solo qualche locale pioggia, in particolare sul nord est della regione e una copertura nuvolosa piuttosto fastidiosa lungo le aree centrali della regione e sul sud, in particolare nel pomeriggio.

Venerdì l’aria fredda ancora presente in quota potrebbe favorire la formazione di nuvolosità convettiva nel pomeriggio, in particolare sui rilievi del sud ovest della regione (località dove in presenza di correnti nord orientali si “accumula” l’aria calda).

Sabato la netta rimonta anticiclonica diretta verso la Germania e la Polonia, produrrà un rinforzo della circolazione depressionaria bloccata da qualche giorno sullo Ionio, questa riceverà nuova aria fresca da est e influenzerà in maniera molto marginale anche il tempo sulla Sardegna, che tuttavia resterà ai margini. Gli effetti della circolazione depressionaria situata a diversi km a sud est della nostra isola, saranno percepiti da noi con nuvolosità bassa che interesserà la quota tra i 500 e i 1300 metri, una situazione piuttosto frequente con circolazione da est durante la stagione invernale, che porta cieli coperti in particolare nei versanti orientali della regione. Nelle aree in cui il sole farà capolinea, grazie alla secchezza dell’aria presente sopra i 1500 metri di quota, si potrà invece avere una giornata piuttosto gradevole. Le temperature non subiranno grosse variazioni rispetto ai giorni precedenti, se non l’aumento di qualche grado in particolare in montagna e nei settori occidentali della regione. Lo zero termico sopra i 2000 metri, favorirà il compattamento della neve presente in quota, grazie alla alternanza gelo-disgelo tra ore notturne e diurne.

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